Il cordone sanitario intorno ad Alternative für Deutschland in Germania sta cedendo. Il primo esperimento di un’alleanza con il partito di estrema destra tedesco potrebbe vedere la luce già alle prossime elezioni in Sassonia-Anhalt, il 6 settembre, alle quali la formazione ultranazionalista è data addirittura al 43%. Un’intesa inusuale, almeno sulla carta, dato che la disponibilità arriva dal partito di sinistra Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw). Il voto nel Land tedesco, quindi, non rischia di assumere una valenza storica solo perché potrebbe portare per la prima volta AfD al governo, ma anche perché apre scenari di accordi e alleanze che potrebbero essere replicati in futuro anche in altri Stati o, addirittura, a livello nazionale.
A spiegare i motivi della decisione interna alla formazione nata dal distacco della sua leader dalla Linke, partito che invece sta portando avanti la strategia opposta di promuovere alleanze anche con i moderati col solo obiettivo di impedire la nascita di un governo AfD, è stata la co-presidente Amira Mohamed Ali in un’intervista al Rheinische Post: “Il nostro obiettivo è rimuovere l’attuale premier regionale della Cdu“, ha spiegato. E per farlo sono pronti a scendere a patti con l’estrema destra tedesca, con l’obiettivo di arrivare alla nomina di un premier regionale non schierato politicamente che governi con maggioranze variabili: “Anche con il coinvolgimento dell’AfD – spiega – Indipendentemente dal proprio punto di vista sulle posizioni del partito, se ottengono circa il 40% dei voti non si possono ignorare completamente”.














