Sullo stesso palco, prima del doppio-voto nella Germania dell’Est, il dibattito insieme fra i «conservatori di sinistra» di Sahra Wagenknecht e i fascio-populisti di Alice Weidel. È l’idea estrema dei vertici del Bsw (che dal prossimo ottobre cambierà nome in «Alleanza per la giustizia sociale e la razionalità economica») in vista delle elezioni in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania, fissate rispettivamente il 6 e 20 settembre. Proposta stesa nero su bianco dai due presidenti, Fabio Di Masi e Amira Mohamed Ali, e poi spedita nella lettera indirizzata alla capa dell’Afd e al co-leader Tino Chrupalla anticipata dalla Bild.
«Noi del Bsw e voi di Afd veniamo entrambi attaccati dai media, per motivi diversi» è la premessa tesa a ribadire l’identico trattamento riservato alle due opposte anime della politica «anti-sistema» in Germania.
Dalla guerra in Ucraina fino allo stop all’arrivo dei migranti: il confronto fra Wagenknecht e Weidel si gioca in gran parte su temi comuni. Senza contare la rottura del muro di isolamento antifascista, il Brandmauer che finora ha impedito all’ultradestra di formare alleanze per guidare un governo: secondo il Bsw «nei due Land della Germania dell’Est interessati dal voto i premier eletti dovrebbero costruire maggioranze variabili, anche con l’Afd».













