Dal 2025 in Puglia le donne che hanno meno di 40 anni possono accedere a un contributo economico regionale per congelare gli ovuli per ragioni cosiddette “sociali”, ovvero per posticipare la maternità con una scelta legata a questioni personali, e non a patologie che compromettono o rischiano di comprometterne la fertilità. È la pratica conosciuta come “social freezing”. Al momento la Puglia è l’unica regione italiana che offre un contributo di questo tipo: nel resto d’Italia il congelamento degli ovuli in assenza di motivazioni mediche è a pagamento.
Negli ultimi tempi, però, anche altre regioni si stanno attivando per introdurre misure simili, e la Toscana ha già preso provvedimenti.
Il congelamento degli ovuli, che tecnicamente si chiama crioconservazione degli ovociti, è la procedura che serve a estrarre e preservare un certo numero di cellule riproduttive femminili (gli ovociti o ovuli) in un momento in cui la loro “qualità” è ancora alta per poterli utilizzare anche anni dopo per una gravidanza.
In Italia è possibile farlo legalmente dal 2009. Alle donne che devono sottoporsi a chemioterapie, radioterapie, o che comunque hanno patologie autoimmuni, endocrine e genetiche che indeboliscono la riserva ovarica femminile, la crioconservazione è fortemente consigliata dalle linee guida del ministero della Salute. In questi casi la procedura può essere rimborsata dal Servizio sanitario nazionale.














