Il contributo è destinato alle donne tra i 27 e i 37 anni con Isee fino a 3mila euro. il social freezing resta generalmente a carico delle donne e può costare fino a 4mila euro: il Servizio sanitario nazionale lo garantisce gratuitamente solo alle pazienti oncologiche

La Regione Puglia ha stanziato 600mila euro per sostenere il social freezing, cioè la possibilità per una donna di congelare i propri ovociti per preservare la fertilità e rimandare una possibile gravidanza non per motivi medici. Il contributo è rivolto alle donne tra i 27 e i 37 anni residenti in Puglia da almeno 12 mesi, con un Isee ordinario non superiore a 3mila euro e le domande potranno essere presentate dal 13 agosto attraverso il portale Puglia Salute. Oggi, in Italia, il social freezing resta generalmente a carico delle donne e può costare fino a 4mila euro: il Servizio sanitario nazionale lo garantisce gratuitamente solo alle pazienti oncologiche. La Puglia si colloca in testa alla battaglia per rendere questa pratica accessibile a tutte, ma la questione resta in mano alle singole Regioni.

Il contributo pugliese

La Regione Puglia mira a rendere la crioconservazione degli ovociti una pratica accessibile anche a chi non avrebbe la disponibilità economica per poterlo fare. I fondi stanziati, tuttavia, rendono possibile ricorrere al social freezing una sola volta nella vita e consentono di coprire solo le spese documentate per la procedura. Restano esclusi i farmaci, le spese di vitto e alloggio e quelle per la conservazione degli ovociti – che ha un costo annuale – oltre i primi 12 mesi. Le richieste saranno valutate in base all’Isee e, a parità di valore, all’età della richiedente e alla data di presentazione.