L'inflazione e la crisi valutaria alimentano gli squilibri che le autorità del Giappone stanno cercando negli ultimi mesi di correggere, dall'alto di un debito pubblico pari a oltre il 200% del Pil. Quasi tutto detenuto all'interno dell'arcipelago, eppure così pesante da aver già ridimensionato il sogno di un miracolo economico promosso da Sanae Takaichi. Dimostrazione postuma per i sovranisti: controllare il proprio debito pubblico non ti mette al sicuro dagli shock esterni

Nell'aprile del 2019 Matteo Salvini, ora come allora nelle vesti di vice premier seppur in governi di colore diverso, accolse in un hotel di Roma il defunto Shinzo Abe, primo ministro del Giappone, con grande entusiasmo. Quello giapponese era il modello per le politiche fiscali dell'esecutivo gialloverde: tanto debito, detenuto in patria da investitori, cittadini e istituzioni nazionali, e senza vincoli come quelli imposti dall'Ue.