L'euro ha pagato il conto che Washington non voleva intestare al dollaro. È questa, in sintesi, la chiave di lettura dell'intervento coordinato tra Stati Uniti e Giappone sul mercato valutario, andato in scena la scorsa settimana e ufficialmente confermato lunedì 4 agosto dal Ministero delle Finanze di Tokyo e dal Tesoro americano.

Un'operazione che ha del clamoroso non tanto per la sua esistenza (gli interventi concertati non sono una novità nella storia dei cambi) quanto per la modalità con cui è stata eseguita: la Federal Reserve Bank di New York, agendo per conto del Tesoro statunitense tramite Goldman Sachs e Morgan Stanley, ha venduto euro per comprare yen.

Non dollari.

Euro.

Perché Washington ha venduto euro invece di dollari La domanda che i mercati si sono posti immediatamente è stata una sola: perché Washington ha scelto di vendere euro invece di dollari per finanziare l'acquisto di yen?