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Da settimane sui social circolano video che mostrano la lama di un tagliarisma mentre recide i dorsi e le rilegature di alcuni vecchi libri, in modo da trasformarli in blocchi di fogli più facili da scansionare e digitalizzare. La notizia che accompagna i video, diffusa a luglio dal sito statunitense 404 Media e ripresa sui social con grande indignazione, è che diverse aziende di intelligenza artificiale (AI) starebbero acquistando in giro per il mondo tonnellate di vecchi libri e manuali fuori catalogo, per usarne i testi come dati di addestramento per i loro modelli. E una volta ottenuta la scansione digitale si disferebbero delle pagine mandandole al macero.
Che le aziende di AI utilizzino vecchi libri cartacei per addestrare i loro modelli non è un fatto nuovo, e nemmeno lo è la scansione distruttiva: una forma di digitalizzazione rapida dei libri stampati. All’inizio del 2026 un’inchiesta del Washington Post aveva scoperto un piano di Anthropic, l’azienda che sviluppa il chatbot Claude, per «scansionare in modo distruttivo tutti i libri del mondo». E dai documenti del progetto, noto internamente come Project Panama, era emerso anche un interesse dei capi dell’azienda a mantenerlo segreto.









