Tra gli episodi documentati: bambini raggiunti da armi da fuoco, picchiati, accoltellati, spray al peperoncino spruzzatogli in volto. E poi, le abitazioni e le infrastrutture idriche attaccate o distrutte. "Negli ultimi tre anni la violenza dei coloni e le operazioni sempre più militarizzate hanno subito una forte escalation in tutta la Cisgiordania", ha dichiarato Sulieman. Per poi aggiungere che “l'accertamento delle responsabilità per le gravi violazioni commesse contro i minori rimane estremamente raro”.I dati del rapporto coprono ogni dimensione della vita quotidiana. Oltre 800mila minori in Cisgiordania e a Gerusalemme Est incontrano ostacoli nell'accedere a un'istruzione sicura e continuativa, tra scuole chiuse, restrizioni alla circolazione, edifici scolastici occupati dalle forze armate. Nel solo 2026 sono stati documentati 99 episodi legati all'istruzione, tra cui bambini uccisi, feriti o arrestati mentre si recavano a scuola. Secondo l'Ocha, negli ultimi due anni e mezzo sono state imposte oltre 900 nuove barriere alla circolazione in tutta la Cisgiordania, con limitazioni all'accesso ai servizi sanitari e alle fonti idriche. Sulieman ha rivolto al Consiglio di Sicurezza quattro richieste. Ovvero: proteggere i bambini applicando il diritto internazionale, porre fine allo sfollamento forzato delle famiglie palestinesi, garantire l'accesso all'istruzione e alla sanità, proteggere le operazioni umanitarie. Ha chiesto a Israele di concordare con le Nazioni Unite un piano d'azione per prevenire le violazioni contro i minori. E soprattutto, ha chiesto la cessazione della detenzione amministrativa dei bambini.