Seconda parte

Il revisionismo non fu una rinuncia al socialismo, ma il tentativo di renderlo compatibile con la democrazia costituzionale e con una società complessa

Biagio Marzo

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La crisi del 1956 non rappresentò soltanto la fine di un’epoca per il comunismo internazionale. Per il socialismo italiano costituì l’inizio di una nuova stagione culturale e politica. Da quel momento il problema non fu più quello di scegliere tra riforma e rivoluzione, ma di costruire una cultura capace di governare una società industriale in rapida trasformazione, senza rinunciare ai valori della libertà, della giustizia sociale e della democrazia.