Ennesimo capitolo del romanzo estivo con protagoniste le centrali nucleari europee. Dopo i reattori spenti a luglio in Francia causa caldo e dopo che una decina di giorni fa in Romania hanno provato a far fronte al problema delle temperature dell’acqua dei fiumi utilizzata per il raffreddamento con «esplosioni controllate» lungo il Danubio, ecco che di nuovo problemi vecchi e anche nuovi tornano a disturbare i sogni dei pro-nuke (anche quelli di casa nostra, che indicano nel nucleare la soluzione ai problemi di fabbisogno energetico con cui fa i conti l'Italia). I vecchi, intanto: la Romania potrebbe essere costretta a spegnere oggi l'ultimo reattore nucleare ancora operativo a causa del nuovo calo del livello del Danubio, utilizzato per il raffreddamento dell'impianto. Lo ha annunciato Nuclearelectrica, la società pubblica che gestisce la centrale di Cernavoda. Un altro reattore era già stato fermato alla fine di luglio a causa delle ripetute ondate di calore e della siccità record che stanno colpendo l'Europa. I due reattori della centrale di Cernavoda, città nel sud-est della Romania affacciata sul Danubio, garantiscono complessivamente circa un quinto della produzione elettrica nazionale.
La calda estate del nucleare europeo: centrali chiuse per siccità in Romania e per invasione di meduse in Francia
Ennesimo capitolo del romanzo estivo con protagoniste le centrali nucleari europee. Dopo i reattori spenti a luglio in Francia causa caldo e dopo che una decina di giorni fa in Romania hanno provato a far fronte al problema delle temperature dell’acqua de











