Ci lamentiamo spesso del turismo “mordi e fuggi”. Del visitatore che arriva, fotografa, consuma velocemente un luogo e riparte. Ma forse dovremmo chiederci se, almeno qualche volta, il mordi e fuggi non lo faccia prima di tutto chi il turismo lo gestisce.

L’Italia possiede una delle più formidabili rendite turistiche del mondo. Mare, città d’arte, paesaggi, storia, cucina, borghi: un capitale costruito in gran parte prima di noi e che continua ad attirare milioni di persone. I numeri, infatti, non raccontano affatto un turismo italiano in crisi. Nel 2025 le presenze hanno raggiunto livelli record e gli stranieri rappresentano ormai una componente decisiva dei flussi.

Ed è proprio qui il problema.

Quando si possiede qualcosa che tutti desiderano, si può finire per pensare di non avere bisogno di conquistare nessuno. Roma avrà sempre il Colosseo, Firenze gli Uffizi, Venezia Piazza San Marco, la Costiera i suoi paesaggi. Il turista, in qualche modo, arriverà.

È quella che potremmo chiamare la psicologia della rendita: non devo farmi scegliere, perché mi sceglieranno comunque.