Lo Stivale ha un patrimonio culturale, artistico e gastronomico unico al mondo, ma la ricettività, soprattutto nei comuni più piccoli, non sempre è all’altezza della sfida di una domanda destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni. E così gli affitti brevi diventano la via maestra per sostenere i territori e le loro economie. I risultati del primo Osservatorio sul turismo diffuso presentato da Airbnb e Teha Group nella cornice di Villa Gregoriana, a Tivoli

Immune dalle tensioni internazionali, piuttosto resiliente agli shock e all’inflazione, il turismo è una specie di vaccino contro il declino e la decrescita. L’Italia, un po’ per il suo patrimonio artistico e culturale unico al mondo, un po’ per i suoi paesaggi da secoli nell’immaginario collettivo, unitamente a una cucina invidiata in tutto il globo, è forse il Paese che ha più da guadagnarci da una corretta e sana gestione dei flussi turistici (nel primo trimestre 2026, in piena crisi in Medio Oriente, arrivi e presenze sono risultate in crescita rispetto al medesimo periodo del 2025 rispettivamente del 4,2% e del 7,5%). Ma senza una politica attenta e lungimirante, persino questo immenso capitale rischia di dare poco frutto. Ed è qui che entra in gioco il dialogo tra imprese e istituzioni, per fare più e meglio. Con le prime chiamate a dare un aiuto concreto all’economia, laddove non sempre la politica fa centro. Per esempio, non garantendo una sufficiente ricettività in grado di soddisfare una domanda in costante crescita.