Sono buoni i dati sul turismo in Italia, soprattutto per quanto riguarda immagine e arrivi dall’estero. Il settore è anche competitivo rispetto ad altri paesi europei. Con il fondato sospetto che la competitività si basi su lavoratori sottopagati.

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Il turismo va bene, soprattutto quello dall’estero

Cominciamo con le note positive, tutte ovviamente comunicate e rivendicate dal governo, nelle persone dei ministri Daniela Santanchè fino a marzo 2026 e di Gianmarco Mazzi, a partire da aprile.

Lo dice prima di tutti la survey condotta in Europa da Swg per Confcommercio a giugno 2026, che esalta l’attrattività dell’Italia per il 54 per cento degli europei. Per la forza della nostra “marca nazionale” non si può attribuire il merito a un solo soggetto: siamo un po’ una società in nome collettivo, Allo stesso modo accade per il desiderio turistico – ma non solo – che il nostro paese suscita, ed è comunque un dato di fatto. Nel 2000 avevamo già misurato il fenomeno con lo studio “La marca Italia”: pensavamo di essere visti nel mondo come un covo di mafiosi, e invece eravamo famosi per la cristianità, la cultura, il calcio e, appunto, l’attrattività turistica.