HomeEconomiaTurismo diffuso, Airbnb sblocca 688 destinazioni e l'impatto sui comuni sfiora il miliardoSecondo il primo Osservatorio Teha, l’home sharing apre le porte a località d’eccellenza spesso senza hotel, mentre Airbnb annuncia 1,5 milioni di euro all’Anci per lo sviluppo dei borghi. Così l’Italia “nascosta” diventa meta turisticaTuristi in cittàRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 17 giugno 2026 - L’Italia nascosta, quella meno accessibile. È qui che il turismo sta cambiando pelle; e, soprattutto, sta iniziando a fare numeri. A dirlo è il primo Osservatorio sul turismo diffuso presentato da Airbnb e Teha Group a Villa Gregoriana di Tivoli: nel 2025 la piattaforma avrebbe generato 836 milioni di euro di impatto economico complessivo nei piccoli comuni italiani e circa 4.600 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno. Un’economia che non si concentra nelle capitali del turismo, ma si disperde nei borghi, nei centri sotto i 30 mila abitanti e nelle aree interne, spesso prive di strutture alberghiere adeguate.
L'ospitalità diffusa (dove non ci sono hotel)
Il dato più netto è quello sulla disponibilità ricettiva. Solo la metà dei piccoli comuni italiani dispone di almeno un hotel, contro il 96% dei centri più grandi. In questo vuoto strutturale, Airbnb è presente nel 75% dei piccoli comuni e in circa un terzo dei casi rappresenta l’unica forma di ospitalità disponibile. In numeri assoluti si parla di circa 5.700 comunità in cui l’extra alberghiero diventa l’unica porta d’accesso al pernottamento. E in 688 di queste destinazioni, l’alloggio su Airbnb è l’unica possibilità per i visitatori. Senza questa offerta, una parte del patrimonio culturale italiano resterebbe di fatto fuori dal turismo con pernottamento, con un impatto diretto sulla capacità dei territori di generare reddito.









