L’acqua alta dei progressisti americani si infrange sulle barriere del Mose poste al largo delle coste del Wisconsin: vietato, almeno al momento, scendere più a sud lungo il Lago Michigan e calare per quel Midwest così vicino all’anima profonda americana da poter decidere le sorti della politica nazionale. Nemmeno mezzo punto divide Francesca Hong, candidata dei Socialist Democrats, da David Crowley, sostenuto dall'establishment del partito democratico e dal governatore uscente Tony Evers. Mezzo punto fra la novità che è incertezza, dall’usato sicuro che tranquillizza ma non garantisce il successo finale alle elezioni di metà mandato. Vince di misura Crowley, che si candida per diventare il primo governatore afroamericano dello Stato del Wisconsin.

Il Wisconsin - terra di contadini scandinavi solitamente sensibili alle lusinghe del welfare – evita di doversi pronunciare, a novembre, tra un aspirante governatore trumpiano di ferro e una paladina del woke più avanzato, che avrebbe voluto tempo fa abolire anche il Thanksgiving, che dell’America tutta, ma in particolare di quella contadina, è epitome e ragione di vita. Oggi festeggia, tra i democratici, l’establishment già terrorizzato dalla vittoria nel vicino Michigan di Abdul El-Sayed, un iperprogressista di genitori egiziani e spiccate antipatie nei confronti dello Stato d’Israele.