di
Matteo Persivale
El-Sayed vince le primarie per il Senato. E c’è chi lo ritiene una scommessa rischiosa
DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Donald Trump nel 2016 ha scalato il suo partito, e da ieri è ufficialmente riuscito anche a far scalare l’altro, quello democratico, da candidati della sinistra populista che ha definito (sempre caustico) «comunisti perdenti». Perché le primarie in vari stati — Michigan, Washington l’altroieri, e la prossima settimana toccherà al Wisconsin — registrano vittorie a sorpresa di candidati esordienti o quasi, alcuni appartenenti ai Dsa (Democratici socialisti) e altri comunque allineati pur dall’esterno alle loro posizioni fondamentali.
È un’ondata populista basata sulla sanità pubblica per tutti (adesso c’è solo per i poveri e gli anziani), sulla patrimoniale, sullo stop ai finanziamenti a Israele, sul Free Palestine e la riforma delle forze di polizia e del sistema carcerario in senso meno repressivo e più concentrato sul recupero sociale dei condannati, sul green new deal.










