In una delle ultime tappe della campagna per le primarie democratiche in Michigan per un seggio al senato degli Stati Uniti, Abdul El-Sayed ha invitato gli elettori, durante un piccolo evento nella parte rurale dello stato, a riflettere sul messaggio che avrebbero potuto mandare al resto del paese con il loro voto.

“Chi siamo? Chi vogliamo essere?”, ha chiesto El-Sayed. “Vogliamo essere uno stato definito dall’ammontare dei soldi che le grandi aziende portano per dirci cosa non possiamo avere? O vogliamo essere uno stato che mostra al resto del paese cosa è possibile fare quando si crea un movimento del popolo, dal popolo e per il popolo?”.

Il 4 agosto la visione di El-Sayed ha superato il primo ostacolo: ha vinto le primarie contro la deputata moderata Haley Stevens, sostenuta dall’establishment del Partito democratico e da decine di milioni di dollari di finanziamenti.

L’ascesa e la vittoria di El-Sayed potrebbero modificare il modo in cui i dirigenti politici guarderanno agli stati in bilico: non sarebbe più necessario che i candidati si posizionino al centro, ma che spieghino in che modo miglioreranno concretamente la vita delle persone, mentre le classi lavoratrici e medie fanno i conti con il costo della vita e con l’aumento delle spese sanitarie. Ora lo aspetta un’elezione molto combattuta, in uno stato decisivo.