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Il progressista Abdul El-Sayed ha vinto le primarie Democratiche in Michigan: sarà dunque il candidato del partito per ottenere un seggio al Senato degli Stati Uniti alle elezioni di metà mandato del prossimo 3 novembre. Con il 99 per cento dei voti conteggiati ha preso il 48,5 per cento e ha battuto Haley Stevens, già deputata federale con posizioni moderate e in linea con quelle dell’establishment Democratico.

El-Sayed ha idee vicine a quelle di politici come Bernie Sanders, Alexandria Ocasio-Cortez e Zohran Mamdani: la sua vittoria accentua la spaccatura, sempre più evidente e problematica, tra l’ala più moderata del partito e una molto più spostata verso sinistra.

Il risultato è notevole per almeno due motivi. Finora i candidati più di sinistra avevano vinto nelle zone molto progressiste, come New York. Il Michigan invece è uno stato in bilico, e il successo di El-Sayed non era scontato: mostra che i politici più radicali e populisti possono essere competitivi anche dove i Democratici non sono dominanti (sebbene il distacco con Stevens sia stato minimo: un punto percentuale).

Il secondo motivo è che il Michigan è uno stato fondamentale per il controllo del Senato, in cui ora i Repubblicani hanno una maggioranza di 3 seggi, ma di cui i Democratici proveranno a riprendere il controllo alle elezioni di metà mandato. Significa che devono mantenere tutti i seggi che hanno e aggiungerne almeno quattro: il senatore uscente in Michigan è Democratico, quindi il partito lì non può permettersi di perdere.