Uno degli scontri più aspri delle primarie democratiche, quello per un seggio del Senato in Michigan, si è concluso con la vittoria del progressista Abdul El-Sayed, un medico epidemiologo ed ex funzionario pubblico, sulla deputata moderata uscente Haley Stevens. La sfida tra El- Sayed e Stevens ha rispecchiato le divisioni interne ai democratici, in particolare sulla questione dell’appoggio a Israele, e ha coinvolto i maggiori esponenti del partito. Bernie Sanders, Alexandria Ocasio-Cortez, Rachida Tlaib hanno appoggiato El-Sayed, mentre i leader di Washington e la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer hanno scelto Stevens. Il prossimo 3 novembre El-Sayed si scontrerà con il repubblicano Mike Rogers.
Con il conteggio dei voti ancora in corso e il risultato in bilico, Donald Trump è intervenuto sui social per bollare la vittoria di El-Sayed come “frutto di elezioni truccate”. “La contea di Wayne, in Michigan, è una delle aree elettorali più corrotte degli Stati Uniti, se non del mondo intero. È roba da terzo mondo”, ha scritto il presidente Usa in un post su Truth.
L’esito del voto in Michigan potrebbe determinare chi, tra democratici e repubblicani, assumerà il controllo del Senato a novembre. La vittoria di El Sayed – che ha ottenuto il 48,5% dei consensi contro il 47,5 di Stevens – è stata molto più contrastata di quanto molti sondaggi indicavano. Lo spoglio è andato avanti fino a mattina, con centinaia di sostenitori dei due candidati che hanno seguito gli altalenanti risultati a poche centinaia di metri gli uni dagli altri, quelli di El-Sayed al Majestic Theatre e quelli di Stevens all’Hotel Saint Regis di Detroit. In un discorso pronunciato prima di esser proclamato vincitore, El-Sayed ha insistito soprattutto sulla necessità di ritrovare l’unità del partito in vista delle elezioni di novembre. “Qualunque cosa accada stasera, abbiamo la responsabilità di rimanere uniti per fare in modo che Mike Rogers non metta mai piede al Senato degli Stati Uniti”, ha detto El-Sayed. Nei giorni scorsi Stevens aveva spiegato di essere pronta a sostenere, in caso di sconfitta, il suo rivale progressista.











