Caricamento player

Il 4 agosto in Michigan ci saranno le elezioni primarie per scegliere i candidati che a novembre si sfideranno per un seggio al Senato degli Stati Uniti, nelle elezioni di metà mandato. Tra i Democratici la campagna elettorale è serrata: i candidati sono la moderata Haley Stevens e il progressista Abdul El-Sayed, che sta attirando molte attenzioni anche a livello nazionale. Nei sondaggi sono piuttosto vicini.

El-Sayed è un candidato molto progressista, con idee simili a quelle di Bernie Sanders, di Alexandria Ocasio-Cortez e di Zohran Mamdani (Sanders e Ocasio-Cortez hanno appoggiato pubblicamente El-Sayed). È molto lontano invece dalle posizioni e dall’approccio dell’ala più centrista del partito, legata all’establishment e identificabile in figure come Joe Biden e Hillary Clinton. È una spaccatura che sta diventando sempre più evidente e problematica, esacerbata dal fatto che negli ultimi mesi vari candidati di sinistra, giovani e con poca o nessuna esperienza in politica, sono riusciti a battere candidati più esperti, ma anche meno progressisti: l’eventuale vittoria di El-Sayed rafforzerebbe questa tendenza.

El-Sayed ha posizioni molto nette su Israele: definisce «genocidio» le sue operazioni nella Striscia di Gaza, è contrario all’invio di aiuti militari e ritiene che l’establishment del Partito Democratico sia troppo accondiscendente con il governo di estrema destra del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Sostiene anche che molti tra i Democratici siano influenzati dai finanziamenti dei miliardari e delle grandi aziende, tanto che una delle promesse principali della sua campagna elettorale è: “Fuori i soldi dalla politica”.