di
Federico Conte
Interdetto per un anno il titolare della società che gestiva il lido di Aqp a Bari, dove i bagnini sarebbero stari reclutati con modalità identiche a quelle dei braccianti nei campi
I bagnini, anche minorenni e alla prima esperienza lavorativa, sarebbero stati pagati dai 2 ai 5 euro l’ora, ben al di sotto delle soglie minime previste dai contratti nazionali. E per questo, la società che tra il 2022 e il 2025 ha gestito il lido di Aqp di Bari, Gruppo Ideazione, è stata sequestrata e il suo rappresentante legale, l’imprenditore barese Christian Calabrese, è stato interdetto per un anno dall’esercizio della professione.
Nell’inchiesta, quattro persone (tra cui Calabrese e un consulente del lavoro) sono accusate di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera. Cioè, il caporalato.Le indagini della guardia di finanza, coordinate dalla Procura di Bari, avrebbero accertato lo sfruttamento del lavoro prestato dai bagnini e da altri dipendenti, assunti con contratti stagionali ma costretti a restituire parte dei compensi ricevuti e attestati in busta paga. Quei contanti - spiega la finanza - sarebbero poi stati usati per pagare in nero altri lavoratori.










