È di quattro persone accusate di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro il bilancio di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza a Bari. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ha portato alla luce un sistema organizzato di sfruttamento del lavoro ai danni di bagnini e altri lavoratori stagionali, costretti a restituire parte dei compensi ricevuti e pagati in nero durante eventi musicali e ricorrenze.

Le indagini e la scoperta del sistema di sfruttamento

Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Guardia di Finanza, l’attività investigativa ha preso avvio da un controllo d’iniziativa nei confronti di una società impegnata nella gestione del servizio di salvamento all’interno di uno stabilimento balneare. Gli accertamenti hanno permesso di individuare una vera e propria rete di sfruttamento del lavoro, in cui i bagnini e altre figure stagionali venivano assunti con contratti regolari, ma obbligati a restituire in contanti una parte delle somme riportate in busta paga.Il denaro così recuperato veniva poi utilizzato per pagare in nero altri lavoratori, soprattutto in occasione di eventi musicali e ricorrenze organizzate dallo stabilimento. Le indagini hanno evidenziato come il sistema coinvolgesse principalmente giovani alla prima esperienza lavorativa, spesso in condizioni di bisogno e con situazioni sociali difficili, rendendoli particolarmente vulnerabili e facilmente sfruttabili da datori di lavoro senza scrupoli.Il ruolo degli indagati e le modalità operative