Giovani bagnini e altri lavoratori stagionali pagati tra i due e i cinque euro lordi l’ora.

Le indagini della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari hanno smascherato un sistema di caporalato che aveva a oggetto lo sfruttamento di lavoratori stagionali alla prima esperienza e in condizioni di bisogno che venivano costretti a restituire in contanti parte dello stipendio in busta paga al datore di lavoro.

Contanti che venivano utilizzati per pagare in nero gli artisti che si esibivano in occasione di eventi organizzati nello stabilimento balneare.

L’imprenditore non reclutava personalmente i bagnini ma si serviva di un soggetto molto conosciuto nel barese.

L’interposta persona coordinava le assunzioni e gestiva i lavoratori in base alle esigenze del datore di lavoro.