Non ci sono solo le testimonianze dei bagnini sottopagati e le intercettazioni telefoniche. Agli atti dell’inchiesta condotta dalla Stazione navale di Bari - Sezione operativa della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Bari, sfociata nel sequestro preventivo della società Gruppo Ideazione e nell’interdizione dell’amministratore unico Christian Calabrese dall’esercizio dell’attività d’impresa per 12 mesi, ci sono anche gli esiti delle perquisizioni. Negli uffici della società, ad esempio, le fiamme gialle hanno rinvenuto un’agenda sulla quale erano annotate cifre, nomi, date. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe della contabilità parallela. Calabrese, due suoi collaboratori e il consulente del lavoro, ricordiamo, sono indagati per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera.

Annotazione a penna e post-it gialli erano la spia del doppio binario: da un lato le retribuzioni che i bagnini percepivano in busta paga, dall’altro, quanto in realtà incassavano. Anche da questi elementi, «emerge che la retribuzione reale poteva assumere forme diverse oraria, giornaliera o fissa mensile-ma restava comunque una retribuzione decisa a monte, non desunta dal contratto o dalla busta ufficiale», si legge nel decreto di sequestro, nonché «l’alterazione delle buste paga e l’indicazione “ufficiale” di giorni di lavoro e di una retribuzione diversa da quelli effettivi». Quanto a ferie e riposi, neanche a parlarne.