C’è il 62enne che riesce a lavorare solo d’estate, e che, pressato da «condominio, bollette, tasse universitarie e spese quotidiane», ha accettato un lavoro sottopagato; c’è chi cercava con quell’impiego di «aiutare mamma nelle spese di casa»; e chi si accontentava di 25 euro al giorno «perché avevo proprio bisogno di lavorare». Scorrendo le deposizioni dei bagnini ingaggiati dal Gruppo Ideazione per garantire il servizio di salvataggio nel Lido Aqp a San Giorgio, traspare tutta la fragilità di chi sulla carta (e in busta paga) veniva pagato 9,19 euro all’ora, salvo poi dovere restituire al datore di lavoro una parte consistente della retribuzione. Per non parlare del caso limite, «paradigmatico» viene definito nelle carte, del lavoratore minorenne pagato 2 euro all’ora. Sì, 2 euro l’ora.
È lo spaccato che emerge dalle carte dell’inchiesta condotta dalla Stazione navale di Bari - Sezione operativa della Guardia di finanza, e coordinata dal pm Giuseppe Dentamaro, sfociata nel sequestro preventivo della società Gruppo Ideazione e nell’interdizione dall’esercizio dell’attività d’impresa per 12 mesi dell’amministratore unico Christian Calabrese, misure disposte dal gip del Tribunale di Bari Francesco Rinaldi.






