La notizia dell’esclusione dalle elezioni per il rinnovo della Duma di Jabloko, l’unico partito russo di opposizione e l’unico contrario alla guerra, ha trovato eco in alcuni media in Occidente.

Meno interesse però ha suscitato la mobilitazione innescata da Jabloko, e non solo lunedì sera davanti al tribunale di Mosca che ha emesso la sentenza.

Eppure, è proprio in questa mobilitazione che si possono trovare indizi per capire cosa serpeggia nella società russa: qualcosa che, da più parti, non si vuole vedere oppure si intende negare.

Molti osservatori hanno commentato che chi pensava, con l’uccisione di Alekseij Navalny, di aver ucciso il desiderio di cambiamento si sbagliava.

Navalny giace purtroppo nella sua tomba ma i giovani sono lì e quando è possibile, in ogni occasione che lo permetta, arrivano e si fanno vedere.