In Russia ci sono "decine di milioni di persone" contrarie alla guerra e sempre più cittadini cercano un modo per rendere visibile la propria posizione. A sostenerlo è Nikolaj Rybakov, presidente di Jabloko, l'unico partito russo apertamente pacifista, intervistato da Marco Imarisio per il Corriere della Sera dopo la decisione della Corte Suprema che ha quasi del tutto escluso la formazione dalle prossime elezioni parlamentari.
"Come minimo, sono decine di milioni di persone. Lo si capisce e lo si vede sempre più", dice Rybakov. Secondo il leader di Jabloko, indipendentemente da quello che accadrà alle urne, la campagna ha già prodotto un risultato: "Ormai risulta impossibile dire che in Russia non esistono persone che si schierano per la pace".
La sentenza della Corte suprema rischia però di impedire proprio a questa parte della società di avere una rappresentanza alle elezioni. Jabloko ha annunciato che presenterà appello e per ora continua la campagna. Rybakov sottolinea che la posizione del partito è nota. "Jabloko è un partito pacifista assolutamente legale, che non ha mai violato alcuna legge".
Fuori dalla Corte suprema, durante l'udienza, si erano radunati sostenitori e attivisti. Sull'asfalto erano comparse scritte come "libertà", "Jabloko" e soprattutto "pace", anche in diverse lingue. Per Rybakov, quella protesta rappresenta soltanto una parte di un fenomeno più ampio. "Sono molti di più, lei non immagina quanti", afferma. E cita chi registra video, scrive post, dona denaro alla campagna o si offre come volontario. "Lo fanno perché vogliono la fine di questa guerra. Vogliono in qualche modo farsi sentire e farsi avanti”.











