Di: Radiogiornale/Spi Alle elezioni legislative di metà settembre in Russia mancherà l’unica formazione apertamente contraria al conflitto in corso in Ucraina. Il rinnovo della Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento federale in Russia, non vedrà tra i partecipanti gli esponenti del partito Yabloko. All’indomani dell’esclusione sancita lunedì dalla Corte suprema russa, il Radiogiornale ha approfondito la notizia con il collaboratore da Mosca, Alberto Zanconato. “Quello che disturba il Cremlino - afferma il giornalista - è appunto la posizione assunta da Yabloko. È una posizione che si è fatta via via più forte negli ultimi mesi contro la guerra in Ucraina. Il vicesegretario del partito Maksim Kruglov è stato arrestato e condannato a sette anni di reclusione in giugno proprio per un post contro la guerra”. Si tratta, continua Zanconato, di una posizione pericolosa per il Cremlino: “Tanto più che l’opposizione fuorilegge in Russia e soprattutto il gruppo di Navalny, attraverso la vedova del dissidente, ha fatto appello ai russi per votare per Yabloko proprio in funzione anti-guerra. Questo sicuramente non poteva piacere alle autorità”. I sostenitori di Yabloko oggi in Russia sono situati in un contesto cittadino. “A votarlo è soprattutto una borghesia urbana. Chi crede ancora alla possibilità di una Russia democratica, come era nelle speranze degli anni Novanta subito dopo la caduta dell’Unione Sovietica, quando il partito fu fondato. Ma avrebbero potuto votarlo anche molti che vorrebbero la fine di questa guerra”. In Russia, ricorda Zanconato, “oltre il 50% dei cittadini, secondo i sondaggi, è favorevole a una pace negoziata, ma molti vorrebbero che questa pace rispecchiasse le richieste russe”. Ma c’è anche, conclude il corrispondente dell’ANSA, “un’opposizione al Cremlino nazionalista e ultranazionalista che a gran voce chiede alla Russia di usare tutti i mezzi militari a sua disposizione per distruggere l’Ucraina e mettere fine a questa guerra. Quindi c’è anche questo tipo di opposizione in Russia”. UE: “La Russia ha paura di qualsiasi voce dissenziente”Per l’Unione europea l’esclusione di Yabloko “è un’ulteriore testimonianza dell’azione della Russia contro le libertà fondamentali e della continua pressione sulle figure dell’opposizione; in sostanza, dimostra che la Russia ha paura perché ha davvero bisogno di eliminare qualsiasi voce dissenziente”. Lo ha affermato martedì la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa.“Mettendo a tacere l’opposizione politica, il Cremlino elimina anche qualsiasi voce interna che abbia criticato la sua ingiustificata guerra di aggressione contro l’Ucraina. Direi che questo è sorprendente, ma non lo è”, conclude la portavoce.