Raid e bombardamenti vanno avanti nel sud del Libano e il conteggio di morti e feriti continua ad aggiornarsi. È questo il contesto in cui si prepara un nuovo tentativo diplomatico tra Israele e Libano. Secondo quanto annunciato dal dipartimento di Stato americano, a inizio settembre si tornerà dunque al tavolo dei negoziati, a Roma. Di fatto, Il cessate il fuoco del 17 giugno ha tutt’altro che fermato gli attacchi. Nelle ultime ore Israele ha messo a segno ancora un bombardamento - definito "massiccio" dall'agenzia di stampa statale libanese Nna - sul villaggio di Haddatha, nel distretto di Bint Jbeil. Un doppio raid israeliano nel sud del Paese ha poi provocato un morto e danneggiato un'ambulanza, secondo l'agenzia ufficiale e il ministero della Salute libanese, che ha denunciato il "continuo accanimento" contro i soccorritori.Ma la pressione sul sud del Libano non passerebbe soltanto dai bombardamenti. Secondo quanto riporta il Guardian, vigili del fuoco, residenti e organizzazioni ambientaliste accusano l'esercito israeliano di provocare deliberatamente incendi nelle aree boschive e agricole, attraverso munizioni, droni e razzi illuminanti. Una distruzione che procederebbe terreno per terreno, albero per albero, colpendo in particolare boschi, uliveti e coltivazioni.Solo ieri, martedì 11 agosto, secondo quanto riferisce il quotidiano britannico, razzi illuminanti israeliani avrebbero provocato un incendio in un'area boschiva nei pressi di Khiam. Quando i vigili del fuoco hanno cercato di intervenire, un drone avrebbe colpito nelle vicinanze, costringendoli a ritirarsi. Secondo video e testimonianze raccolte dal Guardian, nei quasi due mesi trascorsi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco gli incendi provocati dalle operazioni israeliane avrebbero interessato diverse zone del sud del Libano, soprattutto terreni agricoli e uliveti. Il quotidiano britannico precisa di aver chiesto all'esercito israeliano un commento sui singoli episodi senza ricevere risposta. "Hanno iniziato a farlo subito dopo il cessate il fuoco e ci sono state bombe incendiarie ogni giorno", ha affermato Hussein Fakih, responsabile della Protezione civile nella regione di Nabatieh. "Piccoli droni arrivano e lanciano materiali incendiari, vengono sparati proiettili al fosforo contro le aree boschive, oltre ai razzi illuminanti che lanciano durante il giorno in modo che la vegetazione prenda fuoco."Dinamica analoga anche a Kfarchouba, vicino al confine, e tra Jezzine e la valle occidentale della Bekaa. A Kfarchouba, secondo il responsabile locale della Protezione civile Samir Hardan, un drone avrebbe provocato venerdì un incendio nei boschi. Una strategia continua. Spente le fiamme il giorno successivo, domenica un secondo drone avrebbe innescato un nuovo rogo.A denunciare le conseguenze ambientali sono anche le organizzazioni locali. Hisham Younes, fondatore di Green Southerners, ha definito quanto sta accadendo un "ecocidio". "Non si tratta di un singolo incendio o attacco, ma di un modello di distruzione che erode progressivamente la capacità degli ecosistemi di funzionare, rigenerarsi e sostenere la vita. Quando questi effetti a cascata compromettono anche i mezzi di sussistenza e la capacità delle persone di tornare e rimanere sulla propria terra, la distruzione ambientale diventa inseparabile dalla più ampia trasformazione del territorio stesso".Il Guardian ricorda come le accuse di attacchi all'ambiente libanese precedano l'attuale cessate il fuoco. Nell'estate del 2024 le truppe israeliane avevano utilizzato trabucchi per scagliare materiale incendiato oltre il confine, mentre l'esercito libanese aveva pubblicato immagini di droni dotati di tubi che, secondo Beirut, sarebbero stati utilizzati per cospargere le foreste di sostanze infiammabili. A febbraio, inoltre, esperti sanitari e ambientali avevano denunciato la dispersione da parte di aerei israeliani di erbicidi sui terreni agricoli del sud del Paese. Israele ha sostenuto in passato che Hezbollah utilizzasse le zone boschive come copertura per combattenti e tunnel.
Il Libano brucia: i raid e la strategia degli incendi nel sud. Boschi e intere coltivazioni distrutti dalle fiamme
Vigili del fuoco, residenti e ambientalisti accusano l’esercito israeliano di provocare i roghi mentre i bombardamenti continuano nonostante il cessate il fuoco







