L’annunciata mobilitazione dei sindaci in difesa del punto nascita di Campostaggia, è andata in porto nel pomeriggio di ieri, dalle 17. I sindaci di otto Comuni - una Valdelsa allargata, per evidenziare un bacino di utenza assai superiore alle cinque amministrazioni che formalmente compongono il circondario - hanno dato vita al presidio unitario di fronte all’ingresso del padiglione ospedaliero. È avvenuto sotto il sole di un 11 agosto, con numerosi cittadini, esponenti dell’associazionismo, del volontariato, dei sindacati, delle associazioni di categoria, di forze politiche e civiche come Vivi Poggibonsi, oltre al personale di Ostetricia e Ginecologia.
Un incontro proseguito poi, in modo emblematico, nell’auditorium di Campostaggia a suo tempo intitolato alla memoria del dottor Carlo Buffi, ginecologo, a lungo primario del reparto. Rappresentanti delle istituzioni in fascia tricolore di Casole d’Elsa, Andrea Pieragnoli, Colle di Val d’Elsa, Piero Pii, Poggibonsi, Susanna Cenni, San Gimignano, Andrea Marrucci, e poi Barberino Tavarnelle, David Baroncelli, Castellina in Chianti, Giuseppe Stiaccini, Monteriggioni, Andrea Frosini, (non era presente al tavolo Radicondoli, ma c’è piena adesione al documento di salvaguardia da parte del Comune) tutti insieme per ripetere il loro fermo "no" a qualsiasi ipotesi di chiusura del centro che da decenni - prima al vecchio ospedale Pietro Burresi di Poggibonsi e dal 2000 con il monoblocco di Campostaggia - possiede le riconosciute caratteristiche dell’eccellenza territoriale (non sfugge a tale proposito la presenza in sala della dottoressa Barbara Grandi, artefice ben 42 anni fa della stanza del parto naturale creata a Poggibonsi come prima esperienza in Italia) a beneficio di tante famiglie che trovano nella struttura un riferimento sicuro.








