BELLUNO - “O troveremo una strada o ne costruiremo una” diceva Annibale nella sua avanzata verso Roma. Erano gli anni delle guerre puniche e il condottiero cartaginese superò le Alpi. Evidentemente fu più facile quel percorso, oltre duemila anni fa, che non raggiungere oggi Borgata Vial, un gruppo di case abbarbicato sotto lo Schiara e il Serva, a nord di Bolzano Bellunese, in via Prà de Luni. Un paese che fino a qualche decennio fa contava una cinquantina di residenti. Poi ne è rimasto uno solo – la signora Rita Viel – e da qualche anno a questa parte c'è un'inversione di tendenza: le famiglie che ci abitano sono diventate quattro, alcune case sono state acquistate e sistemate da villeggianti che arrivano dalla pianura veneta (da Padova e da Ferrara). Tutto bene? A quanto pare no. Perché il rinnovato interesse per Vial potrebbe spegnersi sul nascere. «Con la stradaccia che abbiamo, non è facile vivere qui. Non arriva neanche l'ambulanza. E se qualcuno sta male cosa bisogna fare?».
La strada è stretta, ma non è un problema. La criticità è un'altra: la via di accesso, che oltre a servire Vial porta anche al Pont de la Mortiss ed è molto frequentata da turisti ed escursionisti, è completamente dissestata. Dire che l'asfalto ha conosciuto giorni migliori è un eufemismo, perché in molti punti non esiste neppure più. Al suo posto, buche profonde, avvallamenti e una carreggiata che degrada inverno dopo inverno. Arrivare in auto a Vial può essere un'esperienza da Camel Trophy. «Io ho dovuto comprare un fuoristrada, ma è stata una scelta forzata non voluta» racconta Fabio Dalla Venezia, che si è trasferito da Belluno scegliendo il luogo tranquillo e paesaggisticamente incantevole. Solo che non aveva fatto i conti con la strada. Esattamente come Luciano e Stella Disarò, di Padova, che hanno comprato casa nel borghetto per respirare aria buona. «A febbraio abbiamo distrutto una ruota della macchina e danneggiato un cerchione – spiegano -. D'inverno, con piogge e ghiaccio, le buche si allargano e diventa sempre più difficile». «I turisti che scendono dall'Alta via numero 1 ci dicono che qui è un paradiso, ma aggiungono “che stradaccia”. Eppure è una strada comunale e paghiamo l'Imu regolarmente» aggiungono Clelia e il marito Corrado; lei è nata a Vial, oggi vive a Ferrara, ma torna tutti gli anni per l'estate. Assieme agli altri residenti aveva promosso una raccolta firme per chiedere al Comune di sistemare la strada.








