HomeArezzoCronaca“Dipendenti costretti a vivere sul luogo di lavoro”, la denuncia: “Dormono per terra”L’area di servizio dove è stata segnalata la situazione di grave precarietà e abbandono è quella di Badia al Pino est. Filcams Cgil: “Dopo le nostre segnalazioni sono arrivati ispettori Asl per salvaguardare la salute”Un’area di servizioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 12 agosto 2026 – Costretti a dormire sul posto di lavoro in giacigli di fortuna fatti di cartoni. Nel luogo in cui vivono 24 ore su ventiquattro, sette giorni su 7. Succede ad alcuni lavoratori sorpresi su letti improvvisati con teli sul pavimento per simulare un materasso. E’ quanto venuto alla luce nell’Area di servizio Badia al Pino est: con i lavoratori che vivono sul luogo di lavoro e mangiano sul posto.

La denuncia: “Lavoratori che vivono sul luogo di lavoro”

La denuncia è di Filcams Cgil che interviene: “La salute e la dignità dei lavoratori non possono essere messe in secondo piano“. L’area di servizio in questione stavolta non sale alla ribalta per problemi contrattuali ma di salute e sicurezza. “Dopo le nostre segnalazioni – spiega Marco Pesci la Filcams Cgil di Arezzo - sono intervenuti gli organi ispettivi, in questo caso l’Asl Tse, riscontrando una situazione critica sotto il profilo di salute e sicurezza. Lavoratori che vivono 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 sul luogo di lavoro. Costretti a dormire per terra con giacigli improvvisati buttando teli e cartoni sul pavimento. Consumano i pasti e si lavano sul posto di lavoro. Queste condizioni descrivono una situazione di grave precarietà e abbandono. Non è questa l’idea di lavoro dignitoso che vogliamo. La sicurezza, la salute e la dignità non sono concessioni ma diritti”. La Filcams Cgil non punta il dito solo contro il gestore: “Chiediamo risposte a Pad Multienergy e Autostrade per l’Italia per questa situazione che ha dell’inverosimile e che è sicuramente inaccettabile“. Il problema è sopraggiunto a causa di un cambio di gestione nell’area di servizio