"Ci hanno chiamato perché da quattro mesi non prendono lo stipendio. Uno di loro ha deciso di protestare salendo sulla gru". Parte da qui la denuncia di Andrea Pracucci, segretario generale della Fillea Cgil di Rimini, dopo quanto accaduto nel cantiere del nuovo asilo nido al Parco Pertini, dove un operaio egiziano di 25 anni è salito sulla gru minacciando di lanciarsi nel vuoto per richiamare l’attenzione sulla sua situazione lavorativa. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, polizia di Stato e personale del 118, che hanno avviato un lungo dialogo con il giovane per convincerlo a scendere. Intanto, sotto la gru, si sono radunati anche altri operai, tutti esasperati per i ritardi nel pagamento delle retribuzioni. Per il sindacato non si tratta di un caso isolato. "Purtroppo non è la prima volta che succedono queste cose - spiega Pracucci -. Era già successo in passato". Ma a rendere ancora più pesante il quadro, secondo quanto riferito da Fillea Cgil, ci sarebbero anche le condizioni in cui vivevano alcuni lavoratori. "Tre operai mangiavano, dormivano e vivevano nella baracca del cantiere", racconta il segretario, spiegando che al momento non è ancora stato possibile verificare lo stato della struttura, ma che già questo rappresenta un elemento molto grave. Il sindacato chiede di fare piena luce sulla filiera degli appalti. "Stiamo cercando di ricostruire la catena dei subappalti a cascata. A ogni passaggio si abbassano i prezzi e alla fine qualcuno ci rimette. E quel qualcuno sono sempre i lavoratori". L’obiettivo, spiega, è capire le responsabilità e trovare una soluzione per garantire ai lavoratori il pagamento degli stipendi e condizioni di lavoro dignitose.
"Costretti a vivere in condizioni disumane"
"Ci hanno chiamato perché da quattro mesi non prendono lo stipendio. Uno di loro ha deciso di protestare salendo sulla...







