Trentadue giorni. Da trentadue lunghissimi giorni i rubinetti di via Idria, a Tremestieri, sono drammaticamente asciutti. Più di un mese trascorso in un limbo disumano, dove compiere le più banali e fondamentali azioni quotidiane è diventato un’impresa titanica. Aprire il miscelatore e sentire soltanto un soffio d'aria secca: questa è la costante e angosciante realtà con cui i cittadini e le famiglie della zona si svegliano e vanno a dormire da oltre quattro settimane.

I residenti sono letteralmente esasperati, distrutti, devastati nel corpo e nello spirito. L'emergenza igienico-sanitaria ed emotiva ha raggiunto livelli ormai del tutto insostenibili, peggiorata ulteriormente da un caldo incredibile che in questo periodo non concede alcuna tregua. Le temperature roventi trasformano ogni singola ora del giorno e della notte in un’estenuante prova di sopravvivenza. L'impossibilità di farsi una doccia rinfrescante, di lavare i vestiti, di igienizzare gli ambienti domestici o anche solo di cucinare un pasto senza dover acquistare continuamente pesanti casse d'acqua minerale sta piegando la resistenza di anziani, bambini e intere famiglie lasciate a se stesse.

Eppure, i cittadini non sono rimasti a guardare passivamente il peggiorare delle cose. Hanno cercato in tutti i modi di far valere i propri diritti fondamentali attraverso i canali ufficiali. Valentina Motta e Michelangelo Costantino, residenti della zona che si sono fatti portavoce del dolore e dell'indignazione dell'intera via, hanno inviato più e più volte Pec, solleciti formali e segnalazioni dettagliate a chiunque avesse un ruolo di responsabilità o un potere d'azione. Hanno bussato a qualsiasi porta istituzionale, interpellato gli Enti preposti alla gestione della rete idrica e le amministrazioni competenti. Il risultato di questi enormi sforzi? Assolutamente nessuno. Nessun sopralluogo tecnico, nessuna risposta risolutiva, soltanto un assordante silenzio e un desolante muro di gomma.