Non bisogna essere malati di complottismo per capire come dietro i recenti avvenimenti di Ceuta ci siano una regia e degli intenti molto precisi. Non è del resto la prima volta che i flussi migratori vengono utilizzati come arma politica.
Beninteso, le motivazioni di fondo degli stessi sono ben note e risiedono nelle sempre meno accettabili condizioni di vita nei Paesi da tempo vittima dell’oppressione e dello sfruttamento capitalista. Ben può dirsi quindi che la migrazione di massa verso l’Europa, così come per altri versi quella verso gli Stati Uniti, rappresentano delle vere e proprie nemesi di secoli di dominazione coloniale o imperiale.
La portata addirittura fatale di tale nemesi storica diviene evidente nell’attuale contesto di declino storico inarrestabile dell’Occidente. Sempre più vecchie, paranoiche e incapaci di produrre un autentico sviluppo economico che sia anche e soprattutto espressione di istanze sociali e ambientali, le decrepite compagini politiche europee si rifugiano nel delirio razzista di chi vaneggia un impossibile ritorno ai tempi d’oro della supremazia coloniale e neocoloniale.
Ciò spiega il travolgente successo dei Vannacci di ogni Paese e l’innesco di una gara a chi la spara più grossa tra le destre di governo e quelle di opposizione, destinate in realtà ad essere a loro volta inglobate nel governo, salvo dar vita (si fa per dire) a nuove destre ancora più fasciste e razziste che possano raccogliere il consenso dei frustrati, cornuti e mazziati che fanno parte dei furon popoli europei.









