Oggi voglio presentarvi due testi dal profondo valore civile, di fronte ai quali è doveroso soffermarsi a riflettere. “Il mare” (Einaudi) di Tommaso Giartosio e “La strada di casa” (Round Robin) di Melania Petriello.

Tommaso Giartosio, scrittore, poeta, finalista al premio Strega con Autobiogrammatica, è tornato in libreria con questa raccolta poetica dove porta avanti il suo impegno civile, politico e morale in una Italia dove molti vorrebbero dimenticare o cancellare gli ultimi, quando gli ultimi sono i deboli, le minoranze, i non allineati, specchi che ci mettono di fronte all’egoismo e al cinismo dilaganti.

“E sì che ho imparato a leggere da piccolo, quand’ero grande, quando avevo le idee ma non la realtà e oggi che ho la realtà le idee costano”

E così il mare è natura offesa, “Mare come lontano, mare come cestino, carta straccia di schiuma che disgorga in un altro più vasto e sotterraneo mare”, una voragine che inghiotte -spesso con la complicità di chi sceglie di non intervenire- i disperati in cerca di un futuro, che scappano dalla guerra, dalla povertà, da un paese che li ucciderebbe solo per quello che sono.

“Immedicato mare, o cucito dall’ago che fa male più della tua ferita più slabbrata (...) Scorza e spirito prendi, e non rispondi a chi ti ridomanda indietro un nome”