Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’alluvione di 70 mila immigrati irregolari avvenuta a nuoto sulle coste di Ceuta (Spagna) è stato un fenomeno di proporzioni fin qui inimmaginabili. Tale fenomeno, non a caso, è stato trattato con un’enorme ampiezza sia dai giornali, che dalle tv, che dai social. C’era quindi da aspettarsi che da centinaia di migliaia di parole e da migliaia di ore di trasmissioni video sulle tv e sulle piattaforme, si fosse almeno fatta chiarezza sul fenomeno, sulle sue origini e quindi anche sui suoi probabili sviluppi. E invece si è fatto solo rumore, suscitando un grande polverone in cui ciascuno, in tutto il mondo, ha agitato i suoi argomenti propagandistici o ideologici.
Le ragioni dello sbarco sono chiarissime. E invece i cosiddetti esperti di geopolitica hanno tirato in ballo che i settantamila nuotatori sono stati improvvisamente indotti a fare questa loro pericolosa prodezza (che non a caso ha provocato almeno 70 morti per annegamento) a seguito di un implicito segnale da parte del re del Marocco, Muhammad VI, che si diceva fosse fortemente indispettito contro la Spagna perché il suo premier, Sánchez, era andato in visita in Algeria (che, senza successo alcuno, è nemica del Marocco da più di mezzo secolo) lasciando capire che avrebbe sostenuto (non si sa come) le ragioni dell’Algeria stessa al Fronte del Polisario nelle sue ambizioni di staccare il Sahara occidentale dal Marocco che, con poca difficoltà, se lo tiene ben stretto da sempre. Insomma, questi analisti hanno ridotto il Marocco a livello del titolare di un tempo della cabina elettrica del mio paese la cui moglie, quando il marito si tratteneva troppo a lungo di notte all’osteria, toglieva la luce all’intero paese per cui il marito doveva correre a casa per ristabilire la corrente.










