Nei giorni scorsi il governo spagnolo ha cercato di spostare l’attenzione sull’Italia dopo l’invasione di Ceuta, sostenendo in soldoni che l’Italia non poteva criticare la Spagna perché da anni registra il più alto numero di migranti sbarcati in Europa. È innegabile che l’Italia subisca una pressione migratoria enorme, certamente più forte di quella spagnola non fosse altro che per la posizione geografica ma è altrettanto vero che da quando il governo Meloni è in carica, tralasciando il 2023 che ha visto dinamiche particolari e, soprattutto, è stato il lascito del governo precedente, gli arrivi in Italia sono stati dimezzati. Nelle ultime ore sono arrivati a Lampedusa 39 migranti dopo che il barcone di 10 metri sul quale viaggiavano è stato intercettato dalla motovedetta V1104 della Guardia di Finanza. Hanno riferito di essere salpati da Zwara in Libia, pagando da 4mila a 6mila dollari, e di essere originari di Bangladesh, Egitto, Pakistan e Somalia. Tutti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove, dopo il trasferimento di ieri sera di 82 persone già giunte a Porto Empedocle e prima dell’arrivo dei 39, c’erano appena 44 ospiti. “Mai un’estate così. Soccorsi e sbarchi sono praticamente inesistenti, non sono questi i numeri a cui siamo sempre stati, nostro malgrado, abituati”, hanno riferito alcuni soccorritori, come riferito dall’Ansa.I dati aggiornati al 7 agosto 2026 non mentono: dal 1 gennaio sono arrivati in Italia meno di 17mila irregolari, ossia il 54,5% in meno rispetto all’anno precedente. Guardando la serie storica, il dato è effettivamente tra i più bassi. Mentre è tra i più alti il numero dei rimpatri, che finora si è attestato a 5.209. Ed è bene distinguere tra rimpatri e respingimenti: i secondi l’Italia non li attua, chiunque entri in Italia viene sottoposto alle regolari procedure di identificazione e controllo, così come prevedono l’Unione europea e le leggi sui diritti dell’uomo. La Spagna non aggiorna i dati da quasi un mese e a metà luglio gli ingressi registrati sono stati 14.500 circa, come segnalato da Europapress, che ha ottenuto i dati dal Ministero dell’Interno. La Spagna attua i respingimenti a Ceuta e in Mauritania ha istituito due centri di permanenza che la stampa locale definisce “carceri” dove vengono effettuati gli screening preliminari. Considerato tutto, forse a sinistra e nel governo spagnolo dovrebbero avere l’umiltà di imparare come si gestiscono veri flussi migratori, non invasioni, e come si abbattono gli arrivi passando dagli oltre 157mila del 2023 ai 66mila del 2025, che probabilmente saranno ulteriormente ritoccati al ribasso con ampio margine al termine di questo anno solare.