È a colpi di numeri che si gioca l’ultimo match fra Roma e Madrid. La sospensione di Shengen per chi arrivi dalla Spagna, come la lettera aperta all’Ue che il governo Meloni ha promosso fra i 27, hanno irritato non poco la Moncloa. E adesso è il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares che punta il dito contro l’Italia, accusata di “non essere stata all’altezza della situazione” nella gestione degli arrivi irregolari, tanto da essere la principale porta d’ingresso in Europa. Prima di lui, stessi concetti ha ribadito il premier Sánchez, riportando i dati degli ultimi cinque anni. Con una nota, il Viminale ha ribattuto che negli ultimi due anni c’è stato un crollo verticale degli ingressi.
Qual è la principale porta d’accesso in Europa?
Secondo l’ultimo rapporto Frontex, la rotta del Mediterraneo centrale che ha come approdo principale Lampedusa rimane la principale via d’accesso in Europa, con la Libia come principale punto di partenza. Al 15 luglio 2026, ultimo dato spagnolo disponibile, in Italia risultano entrate via mare 15.323, in Spagna 14.479. Ancora più ampio il divario registrato negli anni precedenti.
Secondo i dati dell’agenzia europea Frontex e dell’agenzia Onu Oim, nel 2025 solo dalla rotta del Mediterraneo centrale, sono arrivate 66.562 persone, cifra quasi identica a quella degli arrivi dell’anno precedente. Altre 51.399 persone sono entrate in Ue attraverso la rotta che dalla Turchia porta ai Balcani o all’Est Europa, mentre sulle due rotte che puntano verso la Spagna, la cosiddetta rotta canaria e quella del Nord Africa, sono stati contati 36.775 ingressi, quasi 30mila in meno dell’anno precedente.










