di
Andrea Nicastro
Il ministro degli Esteri di Sánchez: «Da Roma logiche elettorali». La Svezia contro Madrid: «Pessima idea regolarizzare in massa i migranti»
DAL NOSTRO INVIATOBARCELLONA - A quasi due settimane dall’invasione degli 80 mila a Ceuta, l’Europa non riesce a superare la crisi e, anzi, il dibattito si è allargato al modello di gestione della migrazione. Ieri il primo ministro di centro-destra svedese, Ulf Kristersson, si è unito a Italia, Danimarca e Germania nell’attaccare la regolarizzazione dei migranti avviata dalla Spagna. Una «pessima idea» ha detto al Financial Times. «Potrebbe riportare l’Europa a una crisi migratoria simile a quella del 2015 — in piena Guerra Civile siriana, ndr — ed erodere la zona Schengen». Kristersson ha confermato che all’ultimo vertice dei leader dell’Ue la questione ha scatenato «forti proteste». Il piano di regolarizzazione spagnolo ha visto la richiesta di 1,2 milioni di migranti. Chi ha vissuto in Spagna per almeno cinque mesi e non ha precedenti penali potrebbe ottenere un permesso di soggiorno rinnovabile di anno in anno. Il documento permetterà di vivere e lavorare nel Paese, ma anche spostarsi nell’area Schengen per brevi periodi. Nessuno degli 80 mila arrivati a Ceuta a fine luglio avrebbe potuto presentare domanda anche nel caso fosse riuscito a lasciare l’exclave. La regolarizzazione «permette di viaggiare in Europa — ha sottolineato il premier svedese — e ciò è particolarmente dannoso per noi perché molti preferiscono andare al nord».















