Il caro carburanti non pesa soltanto sulle tasche degli automobilisti. Quando benzina e diesel raggiungono prezzi elevati, aumenta anche il margine economico per chi prova ad aggirare tasse e regole della filiera. Ed è proprio su questo fronte che la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli.
Tra marzo e luglio 2026 sono stati effettuati 4.800 interventi su tutto il territorio nazionale, con il sequestro di 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici. Il bilancio comprende inoltre 265 persone denunciate e 6,5 milioni di chilogrammi di carburante indicati come consumati “in frode”.
I controlli hanno riguardato sia l’evasione delle accise sia la trasparenza dei prezzi applicati agli automobilisti. E proprio dalle verifiche sui distributori emerge uno dei dati più significativi: su 3.428 impianti controllati sono state contestate 2.279 violazioni a 937 operatori. Le irregolarità contestate vanno da problemi nell’esposizione dei prezzi fino alla difformità tra quanto pubblicizzato e quanto effettivamente applicato alla pompa.
Carburanti, 20 milioni di kg sequestrati in cinque mesi
Il fenomeno non riguarda soltanto la classica pompa di benzina. Una parte importante dei controlli si concentra molto prima, lungo la catena di trasporto e distribuzione dei prodotti energetici. Tra i sistemi individuati c’è quello dei cosiddetti “designer fuel”, carburanti che vengono fatti circolare utilizzando una classificazione differente da quella reale per ottenere un trattamento fiscale più favorevole.












