Con la benzina che ha superato i 2 euro al litro in autostrada — effetto diretto della chiusura dello Stretto di Hormuz e delle tensioni sui mercati energetici internazionali scatenate dalla guerra in Iran — il mercato illegale dei carburanti ha trovato nuova linfa.

E la Guardia di Finanza ha risposto con un'intensificazione senza precedenti dei controlli lungo l'intera filiera distributiva. 4.800 interventi, 265 persone denunciate da marzo a luglio I numeri comunicati dal Corpo sono eloquenti: dal 1° marzo al 31 luglio 2026, in soli cinque mesi, sono stati conclusi circa 4.800 interventi complessivi, sequestrate oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici, denunciate all'autorità giudiziaria 265 persone e accertati consumi in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi.

Un'operazione su scala nazionale che ha colpito ogni anello della catena — dai depositi fiscali ai distributori stradali, dalle aziende agricole compiacenti fino ai camionisti che rubavano carburante direttamente durante le operazioni di carico.

Due fronti: frodi fiscali e trasparenza dei prezzi L'azione della Gdf si è sviluppata lungo due direttrici principali.

La prima riguarda il contrasto alle frodi sui prodotti energetici e all'evasione delle accise — la tassa che pesa sui carburanti e che costituisce una voce fondamentale delle entrate fiscali dello Stato.