Con la benzina che ha superato 2 euro al litro in autostrada — effetto diretto della chiusura dello Stretto di Hormuz e delle tensioni sui mercati energetici internazionali scatenate dalla guerra in Iran — il mercato illegale dei carburanti ha trovato nuova linfa.

E la Guardia di Finanza ha risposto con un'intensificazione dei controlli lungo l'intera filiera distributiva: dal 1° marzo al 31 luglio 2026, in soli cinque mesi, sono stati conclusi circa 4.800 interventi, sequestrate oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici, denunciate all'autorità giudiziaria 265 persone e accertati consumi in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi.

Un'operazione su scala nazionale che ha colpito ogni anello della catena, dai depositi fiscali ai distributori stradali, dalle aziende agricole compiacenti fino ai camionisti che rubavano carburante direttamente durante le operazioni di carico.L'azione della Gdf si è sviluppata lungo due direttrici principali.

La prima riguarda il contrasto alle frodi sui prodotti energetici e all'evasione delle accise, la tassa che pesa sui carburanti e che costituisce una voce fondamentale delle entrate fiscali dello Stato.

La seconda riguarda la trasparenza dei prezzi alla pompa: dal 1° marzo al 31 luglio sono stati eseguiti 3.428 interventi nei confronti degli impianti di distribuzione stradale, con 2.279 violazioni contestate (66,5%) a 937 operatori, per irregolarità che vanno dalla mancata esposizione dei prezzi alla difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati.