di Giuseppe Scuotri

Dosi eccessive e preparazioni non adeguate possono trasformare cibi consumati abitualmente in causa di disturbi per l'organismo. Ecco quali sono e perché

Alcuni alimenti presenti ogni giorno sulle nostre tavole possono rivelare un lato meno conosciuto. Non si tratta di cibi esotici o rari, ma di ingredienti comuni che, se consumati in quantità eccessive o preparati in modo scorretto, possono provocare disturbi anche importanti. Dalle ciliegie alle patate, dai fagioli alla noce moscata, il rischio può nascondersi in un seme, in un germoglio, nella buccia oppure in una cottura inadeguata. Nella maggior parte dei casi si tratta di eventualità poco frequenti e facilmente evitabili, ma conoscere i meccanismi alla base di queste intossicazioni permette di prevenire problemi e di portare in tavola gli alimenti in modo più consapevole. Come ricordano gli specialisti dell'Humanitas Mater Domini, «il segreto sta nell'informazione e nel buon senso».

Le ciliegieSaporite e colorate, simbolo della bella stagione, le ciliegie sono un frutto molto amato. Non tutti sanno, però, che un pericolo per la salute si annida nel loro cuore. Nel nocciolo, infatti, è presente l’acido cianidrico, un veleno molto diffuso in natura (i suoi sali, dal nome più familiare, vengono chiamati cianuri) che, se ingerito in grosse quantità, ha la capacità di inibire lo scambio di ossigeno tra il sangue e le cellule, con esiti anche fatali. Se assunto in dosi modeste, magari ingoiando o danneggiando con i denti qualche nocciolo, si può in alcuni casi andare incontro a lievi disturbi quali crampi allo stomaco, mal di testa, nausea e vomito.