L’Animenta camp è un momento dell’anno ma anche del percorso di cura. Il campo estivo residenziale accoglie gratuitamente per 5 giorni persone che stanno attraversando disturbi del comportamento alimentare. Attraverso momenti di riflessione, giochi e laboratori, volontarie e figure cliniche aiutano un gruppo di ragazze riscoprire se stesse oltre le difficoltà legate a cibo e corpo
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La prima esperienza all’Animenta camp inizia con una partita a Taboo. Tra battute e doppi sensi, le ragazze tentano di far indovinare parole alle compagne di squadra. Le ospiti del camp sono arrivate da tutta Italia, hanno tra i 18 e i 33 anni. Undici storie diverse che riconoscono però negli occhi di ogni compagna la fatica e le sfide del percorso. Qualcuna resta a una distanza di sicurezza che però non impedisce di partecipare, mentre il corpo di tutte si scioglie in risate senza sosta.
La mattina dopo inizia con una domanda: “Come state?”. Le ragazze si siedono intorno a una lavagna e scrivono una parola o una frase positiva associate al cibo. Per qualcuna è piacere ma anche rabbia, per altre è cura, ricordi, un viaggio in cui per la prima volta non c’è stata la paura. Nella stanza il disturbo alimentare viene descritto come un’onda altissima, all’apparenza insormontabile, che grazie alle cure è diventata più piccola, un muro ma fatto d’acqua da attraversare per riuscire a vedere cosa c’è oltre.







