Valter Lavitola è stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato dinamitardo compiuto il 16 ottobre 2025 vicino all’abitazione di Sigfrido Ranucci, a Pomezia, alle porte di Roma. Secondo la giudice per le indagini preliminari Iole Moricca, l’ex giornalista, editore e imprenditore avrebbe ordinato l’azione per rafforzare la posizione del conduttore di Report e accrescerne la popolarità, nella prospettiva di convincerlo a entrare in politica e ottenere a sua volta un ruolo.

Lavitola è stato portato in carcere su richiesta della Procura di Roma, nell’ambito dell’indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi. La misura cautelare è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo investigativo. Nell’inchiesta viene contestato anche il metodo mafioso.

Moricca ha disposto l’arresto anche di Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense considerato dagli investigatori l’intermediario tra Lavitola e le quattro persone accusate di avere materialmente eseguito l’attentato. Tavares è latitante e potrebbe trovarsi in Africa, secondo le informazioni raccolte dagli inquirenti. L’accusa ha ricostruito anche la presunta catena operativa. Tavares avrebbe reclutato Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis, arrestati il 30 giugno, promettendo denaro e assistenza in caso di problemi giudiziari. Le intercettazioni ambientali realizzate dopo gli arresti avrebbero fornito ulteriori elementi sui rapporti tra gli esecutori e l’intermediario.