L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, 60 anni, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato all’abitazione di Sigfrido Ranucci, il giornalista e conduttore di Report. Secondo l’ipotesi della Procura di Roma, Lavitola sarebbe il mandante dell’azione dinamitarda avvenuta il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia. La misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Roma, è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo. Lavitola, gestore del Cefalù Bistrot di Roma, era legato a Ranucci da un rapporto personale che entrambi avevano descritto come molto stretto.

L’accusa e il ruolo dell’intermediario

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Lavitola avrebbe affidato a Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense e suo collaboratore, il compito di individuare le persone in grado di procurarsi l’esplosivo e compiere l’attentato. Tavares, considerato il presunto intermediario tra il mandante e il gruppo operativo, si troverebbe attualmente in Camerun. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i contatti avvenuti prima e dopo l’esplosione e di chiarire il movente dell’attacco. L’indagine è coordinata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi. Il fascicolo era stato avviato dal pm Carlo Villani, successivamente nominato procuratore di Velletri, ed è ora seguito dal magistrato della Dda Edoardo De Santis.