Svolta nelle indagini sull’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti alla sua abitazione di Torvaianica, nel territorio di Pomezia. I carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Valter Lavitola, 60 anni, ritenuto dagli inquirenti il presunto mandante dell’azione, e del suo collaboratore Gomes Clesio Tavares, che al momento risulta ricercato.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Roma, Iole Moricca, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale. I due sono gravemente indiziati, a vario titolo, di concorso nella detenzione, nel porto in luogo pubblico e nell’utilizzo di un ordigno esplosivo, con l’aggravante di aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
L’ipotesi del mandante
Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, Lavitola avrebbe concepito e coordinato il progetto dell’attentato. L’obiettivo, secondo la ricostruzione accusatoria, non sarebbe stato quello di provocare lesioni al giornalista, ma di realizzare un’azione intimidatoria destinata ad apparire come una minaccia o una ritorsione.
Il Gip ritiene inoltre che l’azione potesse essere finalizzata a favorire la popolarità e l’ascesa politica di Ranucci, consentendo allo stesso Lavitola di ritagliarsi un ruolo nello scenario politico che avrebbe potuto svilupparsi. Nell’ordinanza viene sottolineato che non sono emersi elementi per sostenere un coinvolgimento o un accordo del giornalista nell’attentato.











