L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere perché accusato di essere il mandante dell’attentato espllosivo al conduttore di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Pomezia, vicino Roma. La misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma su richiesta della Procura guidata da Francesco Lo Voi, nell’ambito di un’indagine in cui si contesta anche il metodo mafioso. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo.
Lavitola è indagato da inizio luglio: l’ex direttore dell’Avanti – protagonista di vari scandali e vicende giudiziarie negli anni del berlusconismo – è stato sottoposto a perquisizione e gli sono stati sequestrati pc e telefoni. Nell’ambito dell’indagine, a fine giugno, sono state già eseguite quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna, tra cui il socio-factotum di Lavitola, Gomes Clesio Tavares, ritenuti esecutori materiali dell’attentato: sono accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.











