di Laura Valdesi
"Voglio ringraziare Siena. Ho conosciuto più approfonditamente la sua storia, la sua arte e la sua spiritualità. Ho sentito una vicinanza particolare per la tradizione senese e con quella dimensione sacra che appartiene anche alle mie radici. Grazie Siena per avermi accolto e permesso di diventare, anche solo un momento, parte della tua storia". E’ grata ed emozionata Teodora Axente quando racconta dell’"onore immenso e del privilegio raro" che porterà nel cuore. Lei, artista straniera, che entra a far parte di una tradizione antica.
Axente, cosa c’è della Vergine dipinta da bambina con quella che domina il Drappellone?
"Un sogno aver potuto dipingere la Vergine perché mi riporta a quando ero piccola. Ed ero riuscita, ingenuamente, a dipingere una Madonna con il bambino nella chiesa del paese dei miei nonni, poi donata al prete che la mise sull’altare. Un sogno poter tornare qui e dipingere la Vergine dei miei sogni. E’ un privilegio raro".
E’ venuta a Siena più volte.










